Il Piccolo Teatro di Bari, storico teatro fondato negli anni sessanta da Eugenio D’Attoma, ha subito una chiusura nell’aprile del 2025 a causa di irregolarità su licenza e sicurezza.
Il teatro, ha avuto come primi attori Nietta Tempesta e Mario Mancini attori famosi a livello nazionale.Vari artisti e attori si sono lamentati, considerando la chiusura ingiustificabile da parte del Comune di Bari e hanno commentato sotto il post di Facebook del profilo ufficiale del Piccolo Teatro, che riportava le seguenti parole: “con uno stratagemma, un vigile urbano si e’ fatto sociodell’associazione culturale per poi pagare il biglietto ed entrare. E’ uscito poco dopo dal Piccolo Teatro ed e’ riuscito ad avere la disponibilita’ di altri vigili urbani per cercare di interrompere lo spettacolo. Ne e’ seguito un provvedimento di chiusura immediata del teatro, senza alcuna garanzia procedimentale, sul presupposto sbagliato e strumentale che il piccolo teatro non abbia la licenza di pubblico spettacolo. La verità è che quella licenza non serve al Piccolo Teatro che dà accesso solo ai soci di una collegata associazione culturale. Il Comune di Bari ancora una volta blocca un’attività storica, che da 60 anni si svolge sempre nel medesimo luogo. Il Comune di Bari si assume quindi una responsabilita’ precisa: quella di inibire attivita’ lecite, secondo la legge. La parola al Consiglio di Stato, tra pochi giorni.”
Silvia Cuccovillo è un’attrice, autrice, sceneggiatrice, regista e docente di recitazione, dizione e avviamento al musical, con base principale in Puglia. Ha spesso collaborato con il Piccolo Teatro di Bari portando in scena vari spettacoli come “L’importanza di chiamarsi Ernesto“ di Oscar Wilde, in cui recitava a fianco, tra gli altri, a Nietta Tempesta.

L’ho intervistata per approfondire le sue opinioni riguardo all’accaduto:
– Come ha vissuto lei la sua carriera d’attrice nel Piccolo Teatro di Bari?
– E’ stata un’esperienza bellissima. Ho avuto la fortuna di essere diretta dalla Maestra e grandissima attrice Nietta Tempesta nei due spettacoli storici della tradizione barese, “Jarche vasce” e “Jarche jalde”, un patrimonio che solo lei poteva trasmettermi, e che mi ha visto lavorare al fianco di Mario Mancini e di altri grandissimi nomi del nostro teatro, quindi mi ritengo davvero privilegiata. Certo è stato difficilissimo, perché ogni battuta ha un suono particolare che necessita di uno studio preciso.
– Come si è sentita dopo essere venuta a conoscenza della chiusura del Piccolo Teatro?
– Molto amareggiata. Ogni volta che un teatro chiude è sempre una sconfitta per una comunità, ma il Piccolo Teatro è un caso particolare. E’ un luogo d’arte che ha accolto ogni artista barese, dal più famoso al meno famoso. Tutti, ma proprio tutti, sono passati dal Piccolo Teatro. Inoltre è memoria storica delle nostre radici, di una Bari che sta scomparendo, fatta di stenti ma anche di tanta umanità… di tanta poesia… la stessa Nietta Tempesta, per la sua età, è un tesoro prezioso da custodire… è depositaria di tanta storia ed è una bravissima attrice, unica direi.
– Secondo lei si può trovare o esiste un modo per la riapertura del Piccolo Teatro?
– Non conosco con precisione tutte le difficoltà che hanno portato alla chiusura del Piccolo Teatro, ma di sicuro quello che mi piacerebbe avvenisse è che si affidasse alla signora Tempesta un nuovo spazio, dove proseguire la sua attività, così preziosa per tutti noi, pur preservando l’attuale Piccolo Teatro con i suoi ricordi, le sue foto, le sue stoffe, le sue locandine…
– Lei da attrice sente che la chiusura di questo teatro storico sia una minaccia per la cultura della nostra città?
-Non solo da attrice, ma da cittadina. Come già detto, la chiusura di un teatro è sempre una sconfitta. L’arte è fucina di pensiero critico, di libertà, di coraggio, di sogno. Se si smette di sognare, si va incontro all’inaridimento, alla barbarie, e in questo momento storico direi che certe derive pericolose si stanno già manifestando. Da attrice, personalmente, ne soffro tanto, perché buona parte della mia vita artistica è stata lì. Sono molto legata e grata a Nietta, per tutto ciò che mi ha insegnato e che continua a insegnarmi ogni volta che calca il palco.
Carlotta Toriello 3G

